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Vittoria USB in Alitalia CAI. La battaglia legale è finita: si volta pagina

Roma Fiumicino -

Alitalia CAI ricorderà il palindromo 11.11.11. infatti arriva oggi l’esito del reclamo sugli art. 28 vinti da USB. E’ stato definitivamente accertato dai giudici del Tribunale di Civitavecchia il nostro diritto ad esistere. Un diritto sacrosanto dunque. La storia ha avuto vari passaggi iniziati con il nostro ricorso per comportamento antisindacale che si concludono positivamente per noi. E’ stato rinnovato, come per altro in buona sostanza era riportato nelle sentenze precedenti, che tutte le prerogative previste dalla legge 300/70 sono legittime e disponibili per l’organizzazione sindacale. Questo sindacato pretende di essere parte “trattante” in nome e per conto degli iscritti che rappresenta. L’ultimo decreto rende ancora una volta giustizia alle nostre richieste.


La conferma del riconoscimento avviene nella fase importante e delicata in cui ci si prepara alla prossima tornata contrattuale con ancora molti problemi aperti sul tappeto. Ricordiamo come in questi mesi ci siamo impegnati per le assunzioni dei CIGS, nelle battaglie per le stabilizzazioni dei CTD, per il riconoscimento del lavoro dei dipendenti attivi dallo start up di CAI. Abbiamo proposto la nostra piattaforma contrattuale, pronti a portarla in ogni sede negoziale.


Dobbiamo un riconoscimento speciale a tutti gli iscritti che ci hanno sostenuto fin ora, alle strutture di terra e volo quotidianamente impegnate ed agli avvocati Riccardo Faranda e Pasquale Crupi, il nostro collegio legale, che ci hanno assistito in modo fraterno, esprimendo tutte le loro capacità e portandoci a questo risultato.


Sapevamo sin dall’inizio che questo percorso sarebbe stato difficile, lungo ed osteggiato dall’azienda perché la nostra organizzazione rompe equilibri stabili ed utili. Abbiamo resistito. Oggi ci candidiamo ad essere l’unica reale alternativa sindacale in un panorama davvero desolante. Vogliamo cambiare le relazioni industriali per rappresentare i bisogni che i dipendenti indicano, nella massima trasparenza. Lavoratori in forza, cassaintegrati e precari ormai da troppo tempo sono inascoltati e meritano voce e risposte. Noi, siamo “ancora qua”. Per tutti.

 

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