USB Viterbo in presidio davanti "ACQUA & SAPONE"

Inaccettabile registrare le presenze giornaliere tramite l’utilizzo delle impronte digitali !

Viterbo -

USB Viterbo in lotta per i diritti dei Lavoratori del commercio e dei servizi nella provincia. Abbiamo scelto quale luogo simbolo di questa iniziativa uno degli oltre settecento negozi della catena Acqua & Sapone perché siamo rimasti molto colpiti dal loro sistema di “Timbrature”. I dipendenti sono obbligati a registrare le presenze giornaliere tramite l’utilizzo delle impronte digitali, neanche fossero degli addetti all’area 51 degli Stati Uniti, (dove, narrano le cronache, sono conservati i resti dei marziani), o recitassero in uno degli episodi di C.S.I.

Della vicenda abbiamo interessato il garante per la protezione dei dati personali, inviandogli una specifica segnalazione,  altre le invieremo a tutti gli organi preposti, ma ci stiamo interessando della catena acqua e sapone anche e soprattutto perché, nonostante sia una delle poche aziende in costante crescita, ci sono arrivate segnalazioni di lavoratori assunti con regolare contratto che improvvisamente si licenziano, ed il loro posto viene preso da cooperative di facchinaggio; anche per lavori che i “facchini”, a parer nostro, non dovrebbero svolgere!

 

Con questa prima, e non ultima iniziativa, intendiamo richiamare l’attenzione di tutti gli organi competenti sulle vicende descritte e, più in generale, sulle condizioni di lavoro dei dipendenti del commercio nella nostra provincia. Per troppi anni Viterbo è stata preda di commercianti che hanno abusato di ogni tipo di “contratto” per arricchire le loro tasche. Per troppi anni la sicurezza non è stata al centro del lavoro ma sacrificata sull’altare del profitto.

 

A  Viterbo le chiusure dei negozi sono all’ordine del giorno e i contratti offerti sono sempre più precari e privi di qualsiasi tutela, forse sarebbe stato meglio, È SEMPRE MEGLIO, rivendicare, gridare e pretendere la legalità e la dignità dei lavoratori.

 

Noi diciamo basta, la USB c’è ed attua oggi un nuovo/antico modello di lotta per i dipendenti più a rischio di vessazioni, per riconquistare i diritti sanciti dalla legge 300 del 1970, dal CCNL, per un lavoro in cui siano messi al centro dignità, legalità e pari opportunità.

 

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