Poligrafico, per il doppio open day lavoro gratis e nessuna sicurezza

Roma -

Pensavamo di averne viste di tutti i colori in tanti anni di Poligrafico, ma trasformare l’anniversario della nostra storica azienda in una commemorazione senza senso, proprio non ce l’aspettavamo.

Aprire le porte per due giorni a tutti i famigliari dei dipendenti, poteva essere veramente una bella festa, ma il modo unilaterale in cui è stata gestita, senza badare ai fattori ambientali e umani, facendo passare in alcuni reparti che la non “volontarietà” di lavorare il sabato e la domenica avrebbe portato ripercussioni, non è, secondo noi, un bel modo di festeggiare.


Ricordiamo che lo stabilimento di Via Salaria 691 non ha la certificazione antincendio, a causa di ciò i lavoratori del “verdone” lavorano da mesi in condizioni a rischio, per la promiscuità con i lavoratori di altre ditte, che stanno ripristinano l’impianto antincendio. Capiamo che fermare la produzione sarebbe un problema per tutti noi, per questo il lavoro procede normalmente nonostante le condizioni critiche in cui si trova lo stabilimento, ma addirittura creare un evento in un sito dove non ci sono i requisiti di sicurezza e non è predisposto a ospitare persone esterne, non ci sembra proprio una bella idea.


Sono previsti più di duemila visitatori tra cui bambini e disabili, i quali dovranno attraversare i reparti produttivi senza scarpe antinfortunistiche e senza le dovute protezioni, per di più saranno convogliati nei montacarichi (che normalmente usiamo per i carichi) e, secondo l’itinerario studiato, dovranno attraversare il tunnel che collega gli stabilimenti, da sempre dichiarato inagibile e interdetto alla maggioranza dei colleghi.


Critichiamo fortemente la scelta di chiedere la volontarietà ai lavoratori per non retribuire chi presterà servizio di sabato e di domenica. È difficile credere che il poligrafico abbia bisogno di volontari, visto quanto sta spendendo per la manutenzione edile e impiantistica nelle aree interessate al percorso.  


Per quanto ci riguarda il novantesimo anno del Poligrafico poteva essere festeggiato in modo diverso e solo dopo aver messo in sicurezza lo stabilimento. A questo punto ci sembra più un’esibizione egocentrica di qualche direttore, che una vera e propria esigenza aziendale e dei lavoratori.

     
   
USB/IPZS

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