Nella finanziaria nuovi incentivi alla privatizzazione per gli enti locali. Ma al comune di Roma sono avanti col programma!

Nazionale -

In questi giorni sono in discussione alla Camera alcuni emendamenti alla manovra finanziaria. Tra questi non è passato inosservato quello sugli Enti Locali, che prevede una sperimentazione di tre anni a favore dei Comuni che sceglieranno la privatizzazione, cedendo azioni di aziende pubbliche ai privati o svendendo immobili di proprietà per abbattere il debito. Un incentivo a privatizzare, giocando sullo strangolamento del bilancio che molte amministrazioni locali subiscono da tempo.


In questo clima, la notizia delle dimissioni del Commissario al debito di Roma Scozzese lascia emergere la non uniformità di intenti che il Comune di Roma sta avendo sul tema.


Ma ancor prima che tali emendamenti vengano o meno approvati, la Giunta capitolina si è già spinta ben oltre, anticipando alcune scelte che di fatto avanzano verso la privatizzazione delle aziende partecipate di Roma.
Come nel caso del trasporto locale, dove l'amministrazione capitolina ha già previsto col nuovo bando di gara di destinare alla gestione
privata 15 mln di km in più.

La medesima sorte sta riguardando Atac, la quale non solo è stata posta sotto la gestione fallimentare del Tribunale di Roma, ma dove si sta già attuando un piano di vendita del patrimonio immobiliare a favore dei privati. E alcuni degli spazi di proprietà dell'Atac, dopo anni di abbandono e degrado, sono stati riconvertiti in spazi sociali che nel tempo hanno garantito la riqualificazione del territorio e hanno offerto servizi essenziali alla persona, come nel caso del centro antiviolenza Lucha Y Siesta.

Anche attività essenziali come l'assistenza nelle scuole e la cura del verde sono state estromesse dal core business del Comune e dirottate all'interno di un progetto di esternalizzazione e privatizzazione. E' il caso dei lavoratori della Multiservizi, che si sono visti tagliati fuori dalla nuova gara a doppio oggetto o “rimpiazzati” da un accordo del Comune con gli istituti penitenziari che mira a sostituire il lavoro retribuito col lavoro gratuito dei detenuti.


L'evidente spinta alla privatizzazione che la Giunta sta portando avanti, spianando la strada alla dismissione del patrimonio pubblico e al subentro di partner privati nelle aziende pubbliche, impatta sotto tutti gli aspetti la vita sociale e lavorativa dei cittadini. Il vento di cambiamento che avrebbe dovuto portare ad un'inversione di rotta rispetto all'operato delle precedenti amministrazioni sembra essere avvolto da una cappa di aria viziata che sta provocando in tutto il territorio centinaia di licenziamenti, lo smantellamento delle garanzie occupazionali, un aumento della precarizzazione ed un sempre più crescente disagio sociale.

In nome del profitto e in totale asservimento ai diktat europei e governativi, che stritolano di fatto i comuni dentro leggi finanziarie sempre più stringenti, il Comune di Roma sceglie di seguire le logiche del mercato anziché prevedere un piano di investimento che parta dalla rivalutazione dei servizi essenziali al
cittadino e la crescita occupazionale, riqualificando concretamente la funzione sociale del governo della città.

 

Unione Sindacale di Base

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