LETTERA LAVORATORI EX ANCR. NOI NON MOLLIAMO!

Roma -

Noi non molliamo, ormai non possiamo più, ne dobbiamo farlo, per rispetto alle nostre famiglie e a noi stessi. Noi siamo i lavoratori ex ANCR che nel lontano 2009 persero il lavoro e che occuparono il Colosseo

 

E dopo aver visto disattese le promesse sono dovuti salire sull’Arco di Costantino spinti dalla disperazione e dalla speranza che il cambio di amministrazione comunale significasse la fine della condizione di disoccupati. Il Sindaco Marino sembrava che avesse preso a cuore questi lavoratori e si impegnò personalmente per trovare una soluzione soddisfacente.

 

Sembrava appunto, infatti dopo quell’impegno che ci fece scendere fiduciosi dall’Arco di Costantino solo chiacchiere e nuove promesse ma fatti zero. I lavoratori ex ANCR, anzi devo correggere, una parte degli ex ANCR perché una parte ha trovato lavoro sia nelle municipalizzate che nelle controllate del Comune di Roma, sono stati costretti a intraprendere ancora una azione eclatante e cioè ad occupare l’Assessorato All’Ambiente del Comune di Roma a Porta Metronia. Ormai sono oltre tre mesi che siamo li ad occupare l’Assessorato, mattina pomeriggio e notte, per essere un monito per l’Assessore all’Ambiente e per il Sindaco, un monito per dire che non si possono ingannare 147 famiglie e non si possono abbandonare ad un destino infame mogli figlie e uomini che nella vita hanno dato tutto quello che potevano dare sul posto di lavoro e che adesso meritano il rispetto e l’impegno degli amministratori del Comune di Roma. Nel 2009 il Sindaco Alemanno promise, quando il Colosseo era occupato, lavoro presso le municipalizzate del Comune di Roma se i lavoratori accettavano il licenziamento per esubero di personale dall’ANCR. Da li iniziò una odissea infinita, che ancora oggi a 5 anni dall’inizio, non sembra trovare fine. In effetti una parte fu ricollocata in AMA e a Risorse per Roma ma solo una parte perché molti rimasero fuori da qualsiasi logica lavorativa. Agli altri fu trovata una sistemazione temporanea, un contentino, giusto il tempo che passassero le elezioni comunali e lasciare la patata bollente al nuovo sindaco. L’arrivo del Sindaco Marino ha ridato nuove speranze ma c’è stato bisogno di una azione eclatante per smuovere gli animi e dovemmo salire sull’Arco di Costantino. Anche qui promesse su promesse e allora, dopo altri mesi di attesa, via all’occupazione dell’Assessorato all’Ambiente.

Non ce ne andremo fino a che gli impegni presi da due sindaci della Capitale d’Italia non verranno rispettati. Ormai non ci sono più ammortizzatori sociali a sostenere un minimo di reddito e la pazienza è finita e la disperazione assale i cuori. Tre mesi di occupazione hanno logorato menti spirito e portafogli, ogni giorno che passa è sempre più difficile andare avanti anche a livello familiare. C’è chi ha perso la casa e gli affetti familiari, il nervosismo è sempre maggiore ogni giorno che passa e pensieri distruttivi iniziano a serpeggiare. Cosa vogliono prima di darci una risposta? Che qualcuno faccia un gesto autodistruttivo? Dopo l’occupazione del Colosseo, dell’Arco di Costantino e dell’Assessorato all’Ambiente cosa rimane se non un gesto estremo per sensibilizzare amministratori insensibili? Roma ormai è una discarica a cielo aperto e ci sono persone che sono pronte a rimboccarsi le maniche per ripulirla sono i disoccupati dell’ANCR. Muovetevi Sindaco Marino e Assessore Estella Marino prima che sia irreparabile il vostro silenzio. Volete avere sulla coscienza un padre di famiglia immolato sull’altare del lavoro?

 

 

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