Argomento:

Lazio. QUISQUILIE E PINZELLACCHERE

Comunicato 37/12

Roma -

La vicenda riguardante l’individuazione cosiddetta dei funzionari incaricati della attività di rappresentanza e difesa dell’Istituto nei giudizi in materia d’invalidità civile, per l’area metropolitana di Roma sta assumendo dei contorni grotteschi.

Premesso che le molteplici attività connesse a questa delicata materia, peraltro ancora crescenti sia in volume che per adempimenti, implicano professionalità indiscusse, specialmente per l’assunzione delle responsabilità che comportano, col messaggio Hermes n. 17019 del 19 ottobre scorso la direzione regionale ha emanato un bando pro-forma, per cercare di venirne a capo in qualche modo.

Appena il caso di ricordare che l’amministrazione non sta tuttora applicando la normativa, in quanto il decreto legislativo n. 203 del 30.09.2005 poi convertito nella Legge n. 248/2005 stabilisce che la competenza in materia è attribuita ai funzionari amministrativi (e non agli avvocati), mentre il decreto legislativo n. 5 del 9.02.2012 convertito nella Legge n. 35/2012 sostituisce semplicemente le parole “limitatamente al giudizio di primo grado” con quelle “ad esclusione di giudizio in cassazione”. Di fatto è previsto un ruolo ben preciso e determinato, la costituzione di apposito albo e la PEC istituzionale riconosciuta dal ministero.

E non un semplice incarico alquanto generalizzato da conferire tramite il bando regionale citato, dal quale peraltro risultano inopinatamente esclusi tre colleghi rei di non aver dato la propria disponibilità ad un trasferimento coatto nel polo.

Anche il tavolo tecnico solennemente promesso in data 15.10.2012 e reiterato in data 22.11.2012, nonostante precise assicurazioni della direzione regionale, è ormai definitivamente accantonato. Eppure, sarebbe stato certamente utile.

Per non parlare della difformità di trattamento scaturita dal bando incriminato, rispetto ai funzionari delle altre provincie, in merito a presunte scadenze degli incarichi da rinnovare dopo un anno e ad incredibili valutazioni di performance completamente campate in aria (vedi l’ultimo capoverso del bando). Quisquilie.

Nel contempo, le relazioni sulla circolare n. 66 fornite recentemente dai singoli direttori di sede fotografano la disomogeneità già registrata e testimoniano, se mai ce ne fosse il bisogno, il fallimento di una intera operazione non condivisa.

Mentre Gerlando il Vecchio salva la sua contrada metropolitana in contrasto col dettato regionale sull’incentivo speciale, Sherlock Holmes fallisce nella sua sola Filiale e di questo, giustamente, RSU ed OOSS chiedono conto. Pinzellacchere.

Ma non basta.

Con l’incredibile divieto di Monteverde, la fata Nocciola sembra essersi radicalmente trasformata in una strega dispettosa, pronta a limitare gli spazi di democrazia conquistati dal personale e squallidamente vendicativa nei confronti dei delegati non allineati, colpevoli di pensarla con il proprio cervello.

Della formazione questa sconosciuta sembra finalmente accorgersi Lapis Mary, anche perché a giusta ragione sollecitata dal personale tutto di Montesacro che formula perfino proposte operative concrete per cercare di salvare il salvabile e venire incontro all’utenza che aumenta. Della serie, che altro dobbiamo fare???

Ma poiché al peggio non c’è mai fine, si vocifera pure di ventilati ed imminenti spostamenti di personale nell’area metropolitana per accorpamento di alcune sedi senza che siano mai passati al tavolo nazionale.

Quisquilie, pinzellacchere.

 

Roma, 12 dicembre 2012

Coordinamento Regionale USB INPS Lazio

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