La nostra dignità non potrete mai comprarla

Usb Viterbo prende parola contro la sentenza meno che lieve rispetto ad uno stupro

Viterbo -

Nell’assordante silenzio, ormai tristemente tipico della città di Viterbo, Usb prende parola contro la recente sentenza che ha visto imputati per stupro due esponenti di gruppetti fascisti.

Secondo il giudice la violenza, lo stupro di gruppo e le intimidazioni a denunciare valgono a malapena tre anni e 40 mila euro.

40 mila euro vale la nostra dignità.

Una sentenza chiamata giustizia che invece è un’assoluzione per una cultura basata su violenza e patriarcato.

Una sentenza resa ancora peggiore dall’ entroterra di razzismo e sopraffazione di stampo fascista, che caratterizza ormai da anni la provincia e che, speriamo, non sia filtrata anche negli strati istituzionali.

L’Usb ribadisce come l’unica manifestazione di questi gruppetti fascisti sia la violenza, sottoforma di aggressioni e intimidazioni, con lo scopo di infondere paura. Una paura che diviene eco quando associazioni e istituzioni, di fronte al coraggio di una donna, rimangono colpevolmente in silenzio, si spera per incapacità e non per interesse o appoggio.

 

Il sindacato, al fianco della donna e di tutti coloro che alzano la testa, lotta ogni giorno sul territorio in difesa di dignità e diritti di tutti, contro ogni forma di sopraffazione, che sia di genere o di classe.

 

Resta il dubbio se sarebbe regnato lo stesso silenzio benpensante se gli autori della violenza fossero stati altri.

 

Non è una sentenza a fare giustizia. Non sono telecamere e militari a renderci sicuri.

La giustizia la viviamo stando sul territorio negli spazi sociali e culturali.

La sicurezza la rivendichiamo nei nostri luoghi di lavoro, per non essere mai più uccisi dal profitto.

 

La nostra dignità non potrete mai comprarla.

 

Usb Viterbo

Elisa Bianchini