La Lotta dei lavoratori Canados: Chi non c'è. E' assente ingiustificato!

Roma -

La giornata di ieri ha rappresentato un importante appuntamento di lotta, per tutte le vertenze significative del paese. Da settore pubblico al privato, la scuola, la sanità, il commercio, fino ai trasporti .

Tra queste la battaglia dei lavoratori Canados rappresenta un esempio di come anche nei settori, dove non esiste crisi le aziende continuino a speculare sulla pelle dei lavoratori con licenziamenti e precarizzazione del lavoro.

Ma soprattutto è rappresentativa della “gestione” che i sindacati confederali intendono mettere in atto come risposta alla mattanza di questo governo e delle aziende.

 

Sui dipendenti Canados incombe un licenziamento collettivo per tutti e 72 lavoratori, nonostante questo settore – il lusso- abbia risentito solo marginalmente della crisi.

 

In questo scenario drammatico l’aspetto più grave è la latitanza di Cgil e Cisl, le atre due organizzazioni sindacali da anni presenti in azienda.

 

I lavoratori di Canados si sono rivolti a USB che oggi è il sindacato più rappresentativo, dopo che le due sigle pur avendo firmato gli accordi di cassa integrazione dal 2010 non solo non hanno mai informato i lavoratori attraverso le assemblee e la condivisione degli accordi, ma non si sono mai fatti garanti della corretta applicazione della rotazione come previsto dagli accordi stessi.

Si è addirittura taciuto sullo stato di liquidazione della società!

 

Solo dopo la forte mobilitazione avviata dai lavoratori, insieme a USB e su richiesta delle istituzioni, del Municipio X e dell'assessorato al lavoro della regione Lazio, le oo/ss si sono presentate agli incontri unitari.

 

Negli incontri con la Regione si è palesata la posizione di Cgil e Cisl, che a seguito della proposta di USB che favorirebbe la tutela di tutti i 72 dipendenti di Canados, non solo non hanno avuto la minima intenzione di condividere la proposta USB, ma non ne hanno fatta nessuna alternativa.

Tale comportamento è una mancanza di rispetto per i lavoratori che da oltre un mese presidiano giorno e notte il cantiere ed è lesivo della trattativa stessa, perché rischia di mandarla in stallo e di non arrivare a nessun accordo, con conseguenze drammatiche per i 72 lavoratori che rischiano il licenziamento.

 

USB è pronta a valutare tutte le soluzioni che saranno presentate, ma non accetteremo da parte di nessuno "ostruzionismo" e negligenza verso i lavoratori che sono sulla graticola in attesa di sapere quale sarà il destino che li attende.

 

Il nostro plauso va ai lavoratori “irriducibili” che non mollano il presidio nonostante le mille difficoltà. Per se stessi per le loro famiglie e anche per chi preferisce restare a casa, sperando che tutto si sistemi.

 

In una battaglia come questa in cui in ballo c’è il posto di lavoro di tutti i dipendenti, chi non c’è, è assente ingiustificato!

 

 

USB Lavoro Privato

 

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