Argomento:

IL MOVIMENTO "ROMA BENE COMUNE" CONQUISTA IL TAVOLO PERMANENTE CONTRO LA CRISI CON ALEMANNO.

REPORT SULL’ASSEDIO AGLI STATI GENERALI DI ALEMANNO

Roma -

Dopo il corteo di sabato scorso, il movimento “Roma Bene Comune”, che vede insieme i movimenti per il diritto all’abitare, i sindacati di base Usb e Cobas, il comitato cittadino per l’uso pubblico delle caserme, Generazione P, il comitato dei Rom dell’ex Casilino 900, i No Masterplan di Torbellamonaca, il coordinamento degli operatori sociali, i lavoratori e le lavoratrici del canile comunale, il Forum per l’acqua pubblica, hanno mosso l’assedio agli stati generali del sindaco Alemanno al Palazzo dei Congressi all’Eur. Sotto le bandiere della USB i lavoratori dell’ATAC, AMA, ACEA, dei nidi e delle scuole dell’infanzia, del Teatro dell’Opera, delle cooperative sociali, i precari, i cassaintegrati, impegnati in vertenze già aperte con il Comune di Roma.

 

Dopo oltre un’ora di duro confronto con le forze dell’ordine, lanci di uova, farina e coriandoli  che hanno accompagnato la richiesta di spostare i mezzi blindati per consentire alla manifestazione di proseguire il percorso verso gli Stati Generali, il corteo è riuscito a superare l’invalicabile zona rossa che ha coinvolto quasi tutto il quartiere, raggiungendo piazzale Asia, dove è arrivata la disponibilità del sindaco ad incontrare una delegazione di Roma Bene Comune: 16 persone rappresentative della manifestazione hanno raggiunto il Palazzo dei Congressi per l’incontro.

 

Il confronto è stato accurato e ogni presente ha spiegato le ragioni della contestazione e le necessità da affrontare. È stato chiesto un tavolo permanente sulla crisi con il sindaco come referente diretto e la convocazione di tavoli specifici con gli assessori competenti per ogni questione sollevata.

 

La risposta di Alemanno ha tenuto conto dell’autorevole delegazione di Roma Bene Comune e su alcune cose l’esito è rilevante: ha dichiarato di voler attendere l’esito del referendum sull’acqua prima di prendere decisioni sull’ Acea  e si è detto disponibile a un’ordinanza di blocco degli sfratti per finita locazione in mancanza del decreto governativo.

 

Sulle vertenze sindacali già aperte con il Comune abbiamo registrato una apertura al confronto, la disponibilità a valutare i processi di internalizzazione  dei servizi esternalizzati e di stabilizzazione dei precari, con particolare riferimento a quelli direttamente assunti dall’Amministrazione comunale. Ma i vincoli di legge e quelli economici anteposti dal Sindaco, nonché  la ribadita volontà di introdurre risorse dell’impresa privata per tagliare i costi,  confermano il problema della privatizzazione dei servizi pubblici, ATAC,  AMA e asili nido in testa, con l’impatto occupazionale e sociale che ne deriva, e quindi la necessità di realizzare forti iniziative a sostegno del confronto con il Comune.

 

Il dato generale conferma la funzione positiva derivante dalla connessione di molte istanze sociali dentro la crisi, in opposizione ad un disegno della città immaginata come vetrina da offrire alla speculazione e alla rendita. L’alleanza tra cittadini attivi, fruitori ed erogatori di servizi rilancia la validità e la forza della connessione tra le molte vertenze cittadine aperte, con un valore aggiunto: la insostituibilità della gestione pubblica dei servizi, il vero valore sociale di una società che non fonda il suo obiettivo principale sul lucro alle spalle delle persone più fragili e disagiate.

 

Ora il sindaco, benedetto dalla presenza di Berlusconi, deve però tenere conto di questa plurale manifestazione in difesa dei beni comuni, del diritto alla casa, al reddito, al lavoro, alla cultura, all’accoglienza.

 

Il percorso di Roma Bene Comune prosegue ora con la mobilitazione del 2 marzo in Campidoglio in concomitanza con il consiglio straordinario sul piano nomadi.

 

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