Crociere a Civitavecchia. Non è tutto oro quello che luccica!

Civitavecchia -

Quella che si vive nell’indotto del crocierismo è una situazione lavorativa sempre più insostenibile. Da tempo infatti denunciamo che, a fronte di un flusso di passeggeri costantemente in aumento e con fatturati da record che continuano ad arricchire anno dopo anno armatori e tour-operetor, le retribuzioni e le condizioni di lavoro nell’ambito dell’indotto delle crociere nel porto di Civitavecchia risultano sempre più insostenibili. Così, se da una parte si continuano a festeggiare i numeri impressionanti fatti registrare dagli attracchi e soprattutto dalla movimentazione dei passeggeri (3,5 milioni nel solo 2025), dall’altra assistiamo allo sfruttamento e alla mortificazione della professionalità di migliaia di persone. Quello del settore crocieristico in Italia è infatti un contesto che mostra al mondo due facce: da una parte c’è quella patinata ed accattivante dell’offerta ai turisti, dall’altra c’è invece una palude sociale fatta di turni imprevedibili, ricatti malcelati e tariffe bassissime.

Siamo alla vigilia di una nuova stagione turistica, una stagione che, come ogni anno da maggio ad ottobre, coinvolgerà a Civitavecchia centinaia di lavoratori e lavoratrici. Guide e accompagnatori turistici, servizi di accoglienza, infopoint e Meet & Greet. Una serie infinita e talvolta imprevedibile di mansioni su turni iperflessibili, a chiamata individuale, spesso “last minute” e con retribuzioni saldate decine e decine di giorni dopo la prestazione effettuata. Una mole di lavoro pesantissima che dai bus alle banchine del porto mette in campo una professionalità enorme e una conoscenza importante delle lingue straniere e che però, come se si trattasse di una provocazione, non restituisce quasi niente in cambio a chi lavora. Siamo inoltre di fronte ad un contesto che ha tutte le caratteristiche del lavoro dipendente subordinato, ma che, nonostante questo, viene ancora organizzato a chiamata attraverso il caos delle partite IVA . Nessuna ciclazione ufficiale dei turni, nessuna possibilità concreta di pianificare la propria vita professionale e affettiva, servizi comunicati su WhatsApp, nessuna garanzia che la propria retribuzione sia decente e, soprattutto, nessun contratto collettivo nazionale di riferimento. Siamo alla giungla più totale! Una giungla che come organizzazione sindacale, a tutela dei diritti dei nostri iscritti e di tutti i lavoratori e le lavoratrici del settore, non siamo più disposti a tollerare.

Proprio per questo ieri abbiamo scritto al “Pincio”. Siamo convinti infatti che, alla vigilia della prossima stagione turistica, dando seguito agli obiettivi del Protocollo di Intesa che abbiamo sottoscritto con l’Amministrazione Comunale in data 26 luglio 2024, il Comune di Civitavecchia possa e debba istituire con urgenza un tavolo di confronto tra le parti sociali che coinvolga, oltre ovviamente all’Autorità di Sistema Portuale, anche le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria, gli armatori e le agenzie turistiche.  Riteniamo inoltre fondamentale che a questo tavolo siedano anche rappresentanti della Regione Lazio al fine di risolvere una volta per tutte e in maniera strutturale le enormi criticità che da troppo tempo attanagliano un settore ricchissimo per pochi e fucina di incertezze e precarietà per tutti gli altri.

USB Civitavecchia