Contratto Turismo e Pubblici Esercizi: un rinnovo che calpesta i diritti di lavoratori e lavoratrici

Nazionale -

Sono passati otto anni dall’ultimo rinnovo del CCNL turismo e pubblici esercizi, e i lavoratori e le lavoratrici del settore si sono visti rinnovare un contratto collettivo a dir poco peggiorativo delle loro condizioni senza, tra l’altro, il riconoscimento degli arretrati per la vacanza contrattuale.
Un contratto che penalizza come sempre una fascia di lavoratori già indeboliti dai continui tagli di ore e salario dalla politica scellerata delle esternalizzazioni e degli appalti a ribasso.
Quello che CGIL FILCAMS, CISL FISASCAT e UILTuCS vanno sbandierando come un buon accordo, ovviamente già sottoscritto con le associazioni padronali senza che sia stato sottoposto a consultazione dei lavoratori nelle assemblee, è a nostro avviso un vero e proprio accordo truffa.

Il tanto sbandierato aumento di 100 euro lordi
è uno specchietto per le allodole:

Aumento contrattuale: l’aumento di 100 euro lordi a fine contratto è calcolato per i IV livello spalmato in 5 anni (gennaio 2018-dicembre 2021) da riparametrare per tutti gli altri livelli a scendere fino ad arrivare a un VI livello che si vedrà accreditare in busta paga 85,14 euro (tra 2018-2021). Questi aumenti per i part-time, che sono la maggioranza dei lavoratori, saranno riproporzionati in base agli orari lavorativi.
Somministrazione pasto: aumento della trattenuta per la somministrazione del pasto a carico del lavoratore di 20 cent. che sommati agli 80 diventerà 1.00 per quest'anno, fino ad arrivare nel 2021 a 1,60 netti, che si mangeranno buona parte degli incrementi retributivi
Scatti di anzianità: non sono previsti aumenti e saranno maturati ogni quattro anni a differenza di tre come contemplato nel vecchio CCNL (per un massimo di 6 scatti) e non incideranno sul TFR.
Quattordicesima mensilità: nell'erogazione della 14° non sarà conteggiato l'importo degli scatti di anzianità.
Rol: Per i nuovi assunti dal 1° gennaio 2018 sarà riservato un trattamento peggiorativo;  per i primi 4 anni verranno solo riconosciute le 32 ore di festività religiose invece delle 104 previste attualmente dal contratto, creando una situazione di disparità tra lavoratori.
Orario multiperiodale: aumenta la flessibilità secondo i picchi di attività (48 ore settimanali fino a 20 settimane annuali - cinque mesi) che lascia ancora di più mano libera alle aziende sull'organizzazione del lavoro con il rischio di comportamenti illegittimi e discriminatori.

A tutto questo si aggiunge che il premio di produzione invece di essere indennizzato rischia di andare a finire nel welfare aziendale.

Con la firma di questo contratto i sindacati confederali hanno messo i lavoratori e le lavoratrici del settore in balia delle Aziende.

USB invita tutti e tutte a prendere le distanze da coloro che si arrogano il diritto di sottoscrivere accordi senza vere e proprie consultazioni in cui i lavoratori e le lavoratrici possano esprimersi e rendersi partecipi di un processo che coinvolge in prima persona il loro futuro lavorativo.

Questo contratto è da respingere!

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