Argomento:

118: Le inevitabili drammatiche conseguenze dei tagli alla sanità pubblica

Roma -

Quanto successo ieri al giornalista Sposini, al quale auguriamo di uscire al più presto dalla fase critica,  non fa purtroppo che confermare le denunce che da anni – inascoltati - lanciamo, sull’inadeguatezza del servizio di emergenza territoriale 118, che non può che mettere quotidianamente a rischio la salute dei cittadini di questa regione che sempre meno vedono garantito un loro fondamentale diritto.

Più di 40 i mezzi del 118 mancanti sul territorio, circa di 1000 unità la carenza di Operatori, 200.000 le ore di “sequestro” delle ambulanze nei PS nel solo 2009 in attesa di posto letto,   20 milioni il costo dello straordinario del personale reso obbligatorio a fronte della mancanza di assunzioni, un elevato numero di infortuni per le proibitive condizioni di lavoro; tutti problemi ai quali la direzione dell’ARES 118 e la Presidente della Regione hanno risposto con costose convenzioni private: una cura che non ha fatto altro che aggravare la malattia con ulteriore aumento dei costi e un abbassamento della qualità del servizio reso.

Nella zona nella quale è avvenuto il soccorso del Giornalista, negli ultimi anni alla chiusura dell’ospedale S. Giacomo – nel quale insisteva un’ambulanza del 118 – è seguita la riduzione dei mezzi di soccorso della postazione di piazzale degli Eroi, una scelta assurda e da noi fortemente contestata.

La direzione dell’ARES e la Presidente della regione Lazio rispondono alle accuse sui ritardi del soccorso – un codice rosso – ammettendo di fatto le proprie responsabilità,  poiché i 19’ impiegati sono comunque molto al di sopra degli 8’ indicati dalla normativa e che non trovano, nelle condizioni attuali, nessuna possibilità di essere rispettati.

Quanto accaduto continuerà ad accadere silenziosamente e quotidianamente se, alla demagogia del “mi state a cuore” piuttosto che alla ricerca di capri espiatori, la dirigenza dell’ARES e la Presidente della Regione non sostituiranno, al più presto, una seria politica di salvaguardia della sanità pubblica e di assunzioni del personale.

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