Frosinone: un lavoro non può costare una vita, vogliamo salute e sicurezza sul lavoro nell’Igiene Ambientale

Frosinone -

Questa volta è successo ad un operaio della De Vizia Transfer S.p.a. di morire sul proprio posto di lavoro a Esperia (FR). Le operazioni dell’ispettorato del lavoro, dello Spresal e delle forze dell’ordine accerteranno quanto accaduto, ma alla famiglia mancherà un padre che tutte le mattine andava a lavorare e non ha fatto ritorno a casa.

Ci chiediamo se la società abbia fatto tutto il possibile per evitare questo incidente, se abbia fatto le opportune valutazioni prima di permettere a un lavoratore di 60 anni di continuare a lavorare dietro la pedana di un camion compattatore.

Non possiamo girarci dall’altra parte, basta morti sul lavoro. Ogni giorno muoiono in media 4 lavoratori e lavoratrici, quasi sempre per il profitto dei privati, senza che ad oggi sia ancora stata emanata una legge che tuteli realmente la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Oggi non ci resta altro da fare che porgere le condoglianze alla famiglia e sperare che gli accertamenti diano una risposta chiara alle tante domande, per rendere la dovuta giustizia al lavoratore e alla sua famiglia.

Quello dei morti sul lavoro è ormai un bollettino di guerra, con morti quotidiani, vite e famiglie distrutte. Il 2022 si è chiuso -dati Inail - con 1208 morti sul lavoro, 115mila infortuni con danni gravi e lesioni permanenti, 703.000 denunce di infortunio e oltre 60.000 denunce di malattia professionale.  Se a questi si aggiungono i morti sulle strade e in itinere il dato non può che peggiorare, se non vengono immediatamente messi in atto interventi concreti a partire dai singoli posti di lavoro. Noi li chiameremo sempre OMICIDI sul lavoro. Oggi la questione sicurezza è sotto gli occhi di tutti ma ricade solo sulla pelle dei lavoratori e pesa quotidianamente sulla loro salute, sulle loro condizioni fisiche e morali, fino a schiacciarne la vita.

Questo ha dei precisi responsabili che sono: imprenditori, spesso società partecipate pubbliche, appalti e sub appalti che non forniscono i DPI, non organizzano in maniera adeguata i servizi e premono sui tempi e la produttività, aumentando il rischio di infortuni anche mortali. Inoltre, non introducono tecnologie e innovazioni che migliorino la qualità del lavoro e dei servizi, né tantomeno rinnovano e manutengono il parco mezzi.

In Italia la sicurezza viene vista come un orpello di cui poter fare a meno per risparmiare sui costi e potersi garantire maggior profitti.

Per questo siamo convinti che sia necessario introdurre con urgenza il reato di omicidio e lesioni gravi o gravissime sui luoghi di lavoro, perché serva da deterrente contro le speculazioni sulla pelle di chi lavora e permetta di garantire una maggiore tutela agli RSU\RLS e ai lavoratori che denunciano carenze o irregolarità.

 

USB Lavoro Privato - Federazione di Frosinone