SANITA’ LAZIO: SU ARES 118 USB SCRIVE A CANTONE E LORENZIN. SI FACCIA LUCE SU APPALTI E CONVENZIONI

Roma -

COMUNICATO STAMPA

 

Dopo le segnalazioni alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti, alla Regione Lazio e alle ASL regionali, la USB ha trasmesso un esposto all’Autorità Anticorruzione e alla Ministra Lorenzin in merito agli appalti e alle convezioni dell’ARES 118.

 

“Crediamo sia una nostra precisa responsabilità chiedere che venga fatta luce sulle attività poco chiare di esternalizzazione del servizio di soccorso a società e Onlus private e sull’utilizzazione delle risorse economiche destinate alla salute dei cittadini”, spiega Maria Teresa Pascucci, del Coordinamento USB Lazio.

 

Continua la rappresentante sindacale: “Le convenzioni con le Onlus e gli appalti del servizio di soccorso nascondono meccanismi opachi. Le strette arrivate dopo le nostre denunce sul servizio cosiddetto ‘a spot’,  richieste occasionali  diventate spesso stabili senza gara e senza criteri, hanno visto società trasformarsi in Onlus, ottenendo appalti come associazioni di volontariato. Postazioni territoriali del 118 sono state affidate contemporaneamente sia a società private che alla CRI. L’impiego obbligatorio di volontari da parte delle Onlus ha inoltre determinato il doppio sfruttamento sia del personale dipendente che dei volontari, di cui chiediamo di conoscere diritti e tutele”.

 

“Ma l’iniziativa più sconcertante – evidenzia Pascucci – è la modifica della Legge Regionale 49/89 da parte del Commissario ad Acta Zingaretti, il quale a novembre 2015 con un decreto ha ridotto la composizione dell’equipaggio per il soccorso da tre unità (infermiere, autista, barelliere) a due (infermiere ed autista). Evidenti le conseguenze negative sulla sicurezza del servizio ed altrettanto evidenti gli effetti positivi sull’affidamento dell’appalto europeo per il 118 all’Associazione Temporanea di Impresa che se lo era aggiudicato mesi prima, la cui attività era stata bloccata in quanto il capitolato ARES aveva previsto gli equipaggi a due unità, contravvenendo alla legge Regionale”.

 

“Saranno le autorità competenti a  stabilire se c’è illegalità - prosegue la sindacalista -  ma crediamo che un sistema poco trasparente, che produce costi eccessivi e abbassa la qualità e la sicurezza del soccorso, debba essere analizzato con attenzione per impedire la speculazione e le truffe, ma  soprattutto per salvaguardare la totale natura pubblica del servizio sanitario, unica sicurezza per lavoratori e cittadini”.

 

“Per questo continuiamo anche a sostenere e a organizzare le lotte dei lavoratori della CRI, dei precari assunti per il Giubileo e dei barellieri dell’ARES 118, che confluiranno tutti nello sciopero generale convocato per l’autunno prossimo dall’USB contro lo smantellamento del welfare e dei diritti costituzionali, per l’occupazione e il rilancio dei servizi pubblici”, conclude Pascucci.