USB: L’assemblea di Ciampino “riapre i giochi” sulla società Ambiente

Roma -

Un centinaio tra cittadini, rappresentanti delle istituzioni locali, ma soprattutto lavoratori della società Ambi.en.te S.p.A., hanno partecipato all’Assemblea tenuta ieri dall’USB presso la sala Convegni Comunale, contro la decisione del Comune di Ciampino di vendere l’80%  della società oggi partecipata dal Comune al 100%.

 

Il dibattito, aperto da una articolata relazione, alla quale è seguita la risposta dell’Assessore al Bilancio Terzulli e del Vice Sindaco Testa, è stato arricchito dai contributi dei rappresentanti dei lavoratori di Ambi.en.te, del Comitato No Inc di Albano, dell’USB AMA, del Forum Rifiuti Zero, dell’USB P.I., della FdS di Ciampino, della Consigliera Contestabile e dei Consiglieri Regionali Nobile e Peduzzi.

 

L’assemblea è nata dall’iniziativa dei lavoratori che,  nel progetto di vendita vedono in pericolo l’occupazione di oltre 290 lavoratori di cui alcuni precari, ma anche la salvaguardia del loro territorio ed ha proseguito il dibattito sulla ripubblicizzazione dei servizi pubblici, avviato dall’USB il 14 maggio scorso durante un’assemblea  in difesa dell’ ACEA.

 

Tutti gli interventi hanno affermato la necessità del mantenimento della totale natura pubblica del servizio che la società di Ciampino effettua anche per altri 10 comuni del territorio, realizzando una differenziata, anche attraverso raccolta porta a porta, che supera il 65%, tanto che il bilancio del 2011 ha chiuso in attivo e con un investimento di 1 milione di euro.

 

 

Una risorsa che appartiene alla collettività e non deve essere offerta al rischio di speculazione e che può offrire una soluzione anche al collasso dei rifiuti della capitale causato dalla scellerata politica delle amministrazioni locali.

 

 

L’assemblea  ha registrato con favore l’apertura al dialogo manifestata dall’Assessore Terzulli, delegato dal Sindaco impegnato all’estero e pertanto restiamo in attesa di risposte concrete alla richiesta di revoca della delibera e di apertura di una sede di confronto con i lavoratori e i cittadini sul futuro e il rilancio del servizio di raccolta rifiuti. Ma abbiamo anche affermato la volontà di impedire la vendita proseguendo la lotta con i lavoratori e i cittadini, laddove la Giunta proseguirà nel progetto di vendita.

 

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La privatizzazione della società AMBI.EN.TE mette a repentaglio il futiro di Ciampino

 

Assemblea Cittadina 11 ottobre 2012 ore 16.00 - Sala Convegni Comunale - V.le del Lavoro, 59 - CIAMPINO

 

USB e i lavoratori della società Ambi.en.te SpA di Ciampino hanno avviato da mesi una vertenza contro l'incomprensibile e pericolosa decisione della Giunta del Sindaco Simone Lupi di vendere a privati fino all'80% delle quote della società, oggi possedute al 100% dal Comune. Ambi.en.te. ha appalti per la raccolta dei rifiuti in 11 comuni, per una popolazione intorno ai 150.000 abitanti, impiega oltre 250 lavoratori ed ha chiuso il bilancio 2011 con un utile di 400.000 euro.

 

LA VENDITA METTE A RISCHIO L’OCCUPAZIONE DEI LAVORATORI

Dopo un primo incontro con il Sindaco, i lavoratori di USB hanno manifestato il 5 luglio scorso davanti al Comune per chiedere l’apertura di un tavolo urgente e sensibilizzare la cittadinanza.

Ma ad oggi, malgrado le promesse del Sindaco e dell’Assessore Terzulli non si è ancora avviato nessun confronto concreto e crescono sempre di più i dubbi sul futuro occupazionale dei lavoratori e delle decine di precari, i cui contratti scadono a dicembre prossimo.

 

LA VENDITA ECONTRO LA VOLONTADEI CITTADINI E NON EUN OBBLIGO DI LEGGE

L’ esito referendario del giugno 2011, la lotta contro la vendita di ACEA, le firme raccolte da USB a Ciampino dimostrano la contrarietà dei cittadini alla politica delle privatizzazioni, che peggiorano i servizi e aumentano le tariffe a favore dei privati che non offrono garanzie alla tutela del territorio.

Inoltre la recente sentenza della Corte Costituzionale ha definitivamente chiarito l’incostituzionalità dell’obbligo per legge della vendita dei servizi pubblici, smentendo lo stesso Sindaco Lupi.

 

LA VENDITA PUOESSERE UN ALTRO REGALO A CHI VUOLE NUOVE DISCARICHE

E' singolare che si venda Ambi.en.te, una delle pochissime realtà della regione che fa raccolta differenziata fino al 65%, invece di rilanciare il porta a porta sia nella capitale che nel resto della regione, in un momento in cui a Roma e nel Lazio interessi economici e scelte politiche tentano di continuare a fare profitti sulla pelle dei cittadini attraverso nuove discariche e nuovi inceneritori.

 

RIPUBBLICIZZARE AM.BI.ENTE. PER RESTITUIRE IL SERVIZIO AI CITTADINI

Ambi.en.te. è la dimostrazione che gli enti pubblici vengono trasformati in società per azioni solo per essere offerti alle privatizzazioni, che tolgono servizi, mettono a rischio l’occupazione e attaccano il reddito indiretto dei cittadini proprio in epoca di crisi economica.  

Solo la ripubblicizzazione dei servizi può strappare i beni comuni dagli appetiti della speculazione privata, per rimetterli in mano alla collettività, che ne è l’unica vera proprietaria.

 

Per questo USB e i lavoratori di Ambi.en.te promuovono un incontro/confronto con i cittadini e le istituzioni, perché la lotta per i diritti e loccupazione si incrocia con quella per la difesa del territorio, per la salute pubblica, per la salvaguardia dei beni comuni e per un servizio pubblico efficiente nell'interesse di tutti.

 

Ripubblicizzare tutti i servizi pubblici!

Per non essere piùPrivatidel nostro Reddito e dei nostri Diritti!

 

USB Regione Lazio