“L’anno scolastico inizia, ma non tutti gli studenti avranno diritto all’istruzione”: l’accusa dell’Usb Rieti

Bambini e ragazzi con problemi cognitivi e fisici non avranno alcuna sicurezza di ricevere la giusta educazione, pensata per loro e a cui hanno diritto. Questo perchè, per il secondo anno consecutivo, la Regione ha attivato i bandi a riguardo a fine luglio, invece che a maggio (come richiesto più volte da lavoratori e sindacato di base).

Rieti -

L’intero servizio educativo è nel caos, 40 lavoratori che operavano su scuole primarie e superiori vengono ripiegati tutti sulle prime. Gli educatori sono costretti a lavorare solo 12 ore settimanali, senza ammortizzatori sociali, che la cooperativa non vuole attivare. A questo si aggiunge che, di norma, gli educatori non ricevono la retribuzione per tutta la pausa estiva e in caso di assenza degli allievi, nonostante una delibera regionale dica l’opposto.

In questa situazione, che si prolungherà almeno fino al 31 ottobre, i lavoratori arriveranno a percepire intorno ai 400 euro al mese, ben sotto la soglia di povertà.

Dall’altra parte ci sono ragazzi e bambini, vittime anche loro delle mancanze della Regione. Gli studenti delle superiori non avranno garantita la copertura per tutte le ore scolastiche. Saranno costretti a lasciare prima l’istituto o a rimanere in un angolo, esclusi.

Solo a fine ottobre questo caos potrebbe risolversi, riportando gli operatori agli incarichi consueti. La risoluzione però sarebbe, in ogni caso, un aggravante nella quotidianità dei giovani, obbligati ad un cambio dell’educatore e del metodo di approccio e insegnamento. Insegnamento che è efficace solo nel momento in cui l’educatore diviene una figura di riferimento per l’allievo e si instaura un duraturo rapporto di fiducia.

Follia e caos, accidentali o voluti, provocati dalla Regione.

L’Usb Rieti, i lavoratori e le famiglie non permetteranno alla Regione di mettere ancora a rischio ragazzi e bambini; se la situazione non verrà risolta nel minor tempo possibile sono pronti alla mobilitazione ad oltranza.

Luca Paolocci